Bamburger: gli hamburger local fatti con amore

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Eccoci nel cuore di Vicenza per conoscere Bamburger. Con questo meraviglioso progetto Francesco Scabbio e i suoi soci vogliono far conoscere il territorio attraverso una cosa semplicissima: un hamburger. Un panino che diventa una lente di ingrandimento su Vicenza e i suoi produttori, i suoi artisti, le associazioni e gli eventi che la fanno vivere. Scopri di più, guarda il video e leggi l'intervista!

Benvenuto Francesco! Raccontaci un po' di te.

Buongiorno a tutti, mi chiamo Francesco Scabbio e sono uno dei tre soci titolari del Bamburger: un’hamburgeria artigianale situata a Vicenza, che si caratterizza per offrire burger di carne, vegetariani e vegani preparati solo con prodotti freschi e tipici del nostro territorio.

Tutto il nostro progetto è basato sulla genuinità, sulla tipicità e sulla freschezza dei prodotti che usiamo, fattori che ci discostano dai fast-food come le persone li conoscono, cioè grandi catene che producono hamburger fatti in serie e riscaldati.

Qual è la storia di Bamburger? Come nasce il vostro progetto?

Bamburger nasce quasi 6 anni fa. Siamo 3 soci, ma principalmente 3 amici. Facevamo tutti un lavoro completamente diverso: due architetti e un project manager. Abbiamo deciso di rimetterci in discussione, cambiare le nostre vite, le nostre abitudini e il nostro lavoro, e siamo ancora qui.

Durante le nostre attività precedenti abbiamo girato un po' per l’Europa e per il mondo e abbiamo visto che c’era da parte della gente un'attenzione molto alta per il prodotto artigianale e l'home made, tanto da mettersi in coda e aspettare con pazienza per un panino. Vedendo questo ho pensato: "ma caspita, se in una metropoli globalizzata le persone cercano qualcosa di diverso e di speciale, perché non farlo anche da noi, nella nostra piccola città di Vicenza."

Da lì è nato Bamburger. Un progetto basato su dei fattori chiave: da una parte l'home made, il fatto in casa, l'artigianale e dall'altra i prodotti freschi e di stagione che escludono quelli industriali e preconfezionati. Abbiamo fatto un grande lavoro di scouting e di ricerca sul territorio per capire quali fossero le nostre tipicità e come potevamo eventualmente trasporle in ricette e proposte di hamburger.

Non è stato semplice all’inizio perché ci siamo inseriti in una città dalla quale era appena scappata una grande catena di fast-food, quindi c’era un grande vuoto e poi c'erano le forme di ristorazione più tradizionali tipo trattorie, osterie e alcune paninoteche. La nostra non è una semplice paninoteca, ma un’hamburgeria dove tutto è incentrato sul mondo dell’hamburger. Siamo partiti con un menù abbastanza standard, poi abbiamo sistemato, ampliato, tagliato, inserendo delle nuove proposte ed oggi abbiamo un menù di base in cui si trovano i grandi classici, e un menù che cambia con il cambiare delle stagioni e con i prodotti del territorio

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Di cosa sono fatti i vostri hamburger? Cosa li differenzia da tutti gli altri?

Quando abbiamo iniziato usavamo alcune materie prime locali e molti ingredienti tra i più famosi e i più conosciuti. Pian piano abbiamo affinato le nostre scelte ed ora quasi tutti i prodotti sono di provenienza italiana, regionale, provinciale ed addirittura locale. Siamo convinti che il nostro territorio offra dei prodotti straordinari che spesso non sono adeguatamente valorizzati e conosciuti. Le persone oggi hanno abitudini legate ad acquisti e spese frugali fatte nei grandi supermercati che ci hanno allontanato dalle nostre radici. Con i nostri menù vogliamo invitare le persone a riscoprire le tipicità del territorio in cui vivono. Mi capita spesso che i miei clienti mi chiedano ad esempio: "che buono questo formaggio di capra, da dove viene?”. E non hanno idea che lo fanno qui vicino a pochi chilometri di distanza.

Si tratta di orticoltori, allevatori, caseifici tutte micro-realtà artigianali, spesso a conduzione familiare, che lavorano con una grande passione, con una grandissima qualità, che per scelta o perché non dispongono dei mezzi non sono conosciuti al grande pubblico. Il nostro impegno è anche quello di far conoscere il grande lavoro di questi artigiani. Bamburger è soprattutto un’idea e una filosofia basata su un prodotto creato con ingredienti buoni e fatti bene con passione. E' questo quello che trovi nei nostri burger e che per noi fa la differenza.

Quali altre scelte hanno definito il vostro menù?

Le abitudini alimentari cambiano molto velocemente e prima di aprire il ristorante abbiamo fatto delle ricerche di mercato per cercare di capire quali fossero le esigenze alle quali noi dovevamo rispondere. L’hamburger nell’immaginario comune è quello di carne, ma questo soddisfa solo una parte del mercato e la nostra scelta è stata fin dall'inizio quella di non escludere nessuno. Cultura, cambiamenti climatici, disponibilità di risorse, mode e soprattutto nuove allergie e intolleranze hanno fatto sì che il nostro menù fosse molto più vario. Bamburger è inclusivo, è per tutti e alla portata di tutti. Nel menù ci sono proposte di carne, vegetariane e vegane e questo ci permette di rispettare, valorizzare e includere le scelte personali di tutti. Quindi la nostra scelta è stata di proporre offerte che siano rispettose dei vari regimi alimentari e delle scelte etiche.

Dopo la definizione del menù, vengono le decisioni sul luogo e su come questo possa parlare della vostra idea. Come è stato sviluppato questo aspetto nel vostro caso?

Come potete vedere alle mie spalle o sopra, siamo avvolti da una specie di tricolore, non perché siamo nazionalisti o per qualche altro tipo di motivo politico, ma proprio perché tendiamo a valorizzare il prodotto made in Italy attraverso la ricerca e il percorso di cui vi ho parlato.

Sulle pareti potete anche notare delle illustrazioni perché Bamburger è un contenitore non solo di cibo e di persone, ma da un paio d’anni è anche la sede di una rassegna di illustrazioni che cambia ogni tre mesi. Diamo spazio ad autori, illustratori e artisti emergenti vicentini di esporre le proprie opere e farsi conoscere. E' una partnership reciproca, a vicenda ci si fa conoscere e ci si supporta. Il risultato è interessante perché stimola la curiosità dei nostri clienti che trovano ogni due-tre mesi qualcosa di nuovo non solo nel menù. Per noi l’arte è qualcosa di indispensabile. Nel manifesto di Bamburger abbiamo scritto che questo dev’essere un luogo che ha una propria identità che si contamina con l’arte che proviene dall’esterno. Senza questi quadri le pareti di Bamburger sarebbero spoglie, quindi l’arte ci scalda, ci da energia ed entusiasmo

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Cos'altro c'è nel progetto Bamburger?

Il nostro lavoro è anche fare rete. Al di là del burger, che è il nostro prodotto, creare delle partnership con i nostri fornitori, con le associazioni del territorio, con i giovani artisti, con i nostri clienti, ecc.. per noi è molto importante. Acquistiamo le materie prime direttamente da chi le produce, loro ci danno dei prodotti buonissimi e noi cerchiamo di far ritornare a loro i nostri clienti che sono in cerca di prodotti genuini. Diamo visibilità agli artisti che a loro volta ne danno a noi portando nel nostro locale persone che vogliono vedere le opere. E viceversa qualcuno che passa da noi per mangiare un panino può dimostrarsi interessato a qualche illustrazione. Siamo aperti anche alle associazioni e alle iniziative del luogo, come ad esempio  il festival Illustri, evento conosciuto su scala nazionale e associazione con cui abbiamo stretto una partnership. E' una specie di economia circolare, che per noi è il futuro.

E infine sostenibilità e sensibilità rispetto ai problemi ambientali di oggi. Abbiamo pensato ad un'offerta ecosostenibile ad esempio non usiamo i piatti in ceramica e i bicchieri in vetro, ma stoviglie compostabili biodegradabili che vanno a finire nell’umido, riducendo quindi il rifiuto secco non riciclabile che diventa per noi è una parte piccolissima.

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Come vi siete rivolti al mercato dei giovani?

Voglio fare una premessa, hamburger e Bamburger è per tutti, per tutte le categorie e per tutte le fasce di età. Noi cerchiamo di offrire prodotti di qualità accessibili a tutti, anche agli studenti, clienti per noi molto importanti con i quali lavoriamo soprattutto a pranzo. Abbiamo fatto del marketing aggressivo prima con una distribuzione di volantini a mano fuori dai cancelli delle scuole e poi ovviamente utilizzando i social network quindi Facebook e adesso soprattutto Instagram. Le forme di pubblicità più tradizionali come quella del volantino consegnato a mano allo studente sono ancora molto valide, allegando a questo tipo di volantino una promozione speciale rivolta a questo tipo di cliente.

Quali difficoltà avete trovato buttandovi in questo progetto?

Il mercato è molto aggressivo, non è semplice. Ci sono i grandi competitor e noi siamo piccolini. Ci proviamo, teniamo duro però le difficoltà sono numerosissime. La prima difficoltà è stata quella di far capire che non siamo una grande catena di fast food e che qui si mangia qualcosa di completamente diverso rispetto a un hamburger decongelato che arriva da chissà dove ed è fatto con chissà quali materie prime, un hamburger globalizzato che ha lo stesso gusto in tutto il pianeta. Noi abbiamo fatto il percorso inverso, da globalizzato l’abbiamo reso local. E per spiegarlo c'è voluto un grande lavoro di comunicazione, quasi un lavoro didattico, di spiegazione.

E poi le difficoltà burocratiche perché tutti parlano di incentivi ai giovani, di sgravi, ma ti assicuro che non è così. Per fare gli imprenditori oggi ci vuole molto coraggio e molta pazienza. La tv e i media ci hanno illuso che in un giorno, in una settimana, un mese puoi fare i soldi, ma non è vero. Le cose vanno seminate, vanno annaffiate, vanno coltivate e poi vanno raccolte. Ci vuole tempo, è un lavoro duro e per farlo noi ci mettiamo una grande passione e tanto entusiasmo.

Grazie Francesco per esserti raccontato e aver condiviso con noi il tuo progetto!

Grazie a voi e se non conoscete già Bamburger, se non siete già stati qui da noi a provare i nostri hamburger fatti in casa e con amore, vi invitiamo a passare a trovarci. Siamo aperti a pranzo e a cena, 7 giorni su 7 tranne la domenica a pranzo. Qui potrete trovare un’ambiente informale per rimanere da soli a leggere un libro, per chiacchierare con gli amici, con i compagni di sport, i compagni di vita, la famiglia. Bamburger è davvero un’ambiente per tutti, pensiamo che ognuno possa trovare la propria dimensione per passare un’oretta mangiando qualcosa di gustoso.

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Pubblicato in: Interviste

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